
L'undici settembre del duemilauno è una data che tutti ricordiamo. Quel giorno, noi lo ricordiamo molto bene anche perché, proprio in quella data, si è allargata la Family con l'arrivo di Lorenzo.
Lo stesso giorno, quell'undici settembre, c'era anche il trafiletto qui affianco tra le pagine del Corriere della Sera. Le stesse pagine che dal giorno dopo si sarebbero riempite di ben altri disastri aerei e non solo.
Sono sveglio e in piedi dalle sette e, tra le altre cose che ogni tanto faccio mentre tutti dormono la domenica o il sabato mattina, come per esempio sistemare scartoffie varie, bollette, pagamenti, etc..., ho provato a vedere quante delle cose che riempiono l'ex casellario postale condominiale che oggi troneggia sul tavolo del pc, si potevano buttare. Sono così incappato nel breve articolo che conservo da allora. Lo conservo perché su quel volo c'ero anche io. Ne facevo tanti di voli Milano Roma in quel periodo, quello però non era come gli altri. Sapevo infatti già da qualche giorno, che l'indomani, appunto l'11/09/2001, sarebbe nato Lorenzo con un intervento programmato. Ricordo bene che la notizia di dovere andare a Roma proprio il giorno prima, non l'avevo per nulla gradita. Non ricordo bene che tipo di riunione o comunque quale fosse il motivo preciso, ma tanté. Sono andato. Ricordo anche che dopo l'episodio, davvero impressionante, e il successivo atterraggio normalissimo, avevo deciso di rientrare in treno. Poi, i colleghi e il fatto di avere ovviamente il volo di ritorno già prenotato, mi hanno fatto decidere di salire su un areo anche per il ritorno.
Che dire, forse certe cose si fanno anticipare da una serie di episodi che potrebbero anche non essere collegati gli uni con gli altri, ma che dopo in qualche modo si possono mettere per certi versi in relazione.
Mi viene in mente l'arrivo del treno della metropolitana che spinge in avanti l'aria che invade la banchina che anticipa così il suo arrivo.
Non ricordo quando ho ritagliato l'articolo ma direi di mattina, prima cioè che si scatenasse il disastro a New York.
Comunque per chi se lo è letto, aveva ragione la giornalista a bordo. Ci è stato detto con nonchalance: pista occupata! Terribile l'idea.
Ciao
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