Vabbé siamo tornati da Parigi. Ci siamo molto divertiti e un pò stancati. Vittoria è tornata con la varicella anche se in una forma davvero lieve che, mi auguro, non sia presagio di un'eventuale ricaduta più seria. A Parigi abbiamo incontrato Andrea (Bistecca per i pù intimi). Andrea vive a cinquecento metri da noi e non mi sbaglio nell'affermare che l'ultima volta lo abbiamo visto a luglio. Eppure, potenza di facebook, sapeva che eravamo a parigi e, essendoci anche lui per lavoro, ci ha chiamati e ci ha raggiunti a cena. Mi ha fatto molto piacere e farò il possibile per non lasciar passare ancora così tanto tempo. Poi và anche detto che Bistecca è quello che mi ha portato su percorsi ciclistici che non avrei mai pensato di riuscire a percorrere.
Se vi capita di dover passare la notte su un materassino gonfiabile, così come avviene per il paracudute che è bene ripiegare personalmente garantendosi le massime probabilità di apertura, gonfiatevelo voi! Non affifdate cioè questa fondamentale attività a moglie e amica che, al momento di gonfiare, sanno che loro dormiranno comunque su letti veri.
Dopo qualche ora di sonno, io che dormo quasi sempre a pancia in giù e che nell'occasione avevo accanto Lorenzo, mi sono accorto che la pancia toccava il duro pavimento. Dopo ancora, pancia e ginocchia erano sicuramente appoggiate a terra. Insomma, al mattino il materasso non aveva più un filo d'aria! Si trattava solo di chiudere con i tappi appropriati e, per fortuna, il problema e stato risolto dalla sera dopo in cui, come il paracdutista, mi sono gonfiato e "tappato" il materasso da solo.
Sulla vacanza potrei dire anche altro ma l'idea di questo post nasce da quello che ho combinato ieri pomeriggio.
Il bonsai in foto (con noi da circa vent'anni) sta appena cominciando a germogliare e, dato che lo scorso anno alcuni rami sono rimasti sempre privi di foglie, ieri lo abbiamo pertato dagli esperti di Crespi Bonsai per una loro consulenza ed eventualmente un loro intervento. Prendendo la pianta dal bagagliaio, una nvolta giunti al negozio, faccio per poggiarlo sulla spalla, stile manovale che trasporta materiale da costruzione e...., lo lascio incredibilmente cadere per terra! credo con un NOOOOOOOO urlato d'istinto. Ovviamente il vaso si rompe, nonostante istintivamente io ci abbia messo sotto un piede ..... credo sia caduto sul vaso e non per fortuna a testa in giù.
Questo è il luogo dell'incidente. A guardare bene si vede anche l'impronta della mia scarpa che tenta di attutire la caduta.
A quel punto avevavmo (eravamo tutti e quattro) una ragione molto più importante per correre con la pianta nel negozio. Il vaso spaccato ma ancora trasportabile. Lo abbiamo lasciato lì. Taglieranno alcuni rami secchi (quelli che non davano più foglie), lo poteranno e, ovviamente, lo travaseranno in un vaso nuovo.
Proporio in questi giorni, e anche ieri, stavo pensando a regalarne uno di bonsai tra un pò.
Per gli interessati pubblicherò la foto dell'albero al suo ritorno a casa.
Ciao


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