L'intreccio fra la vita di tutti i giorni, i fatti e i gesti abituali, e l'avventura più incredibile era tanto stretto che il dottor Kuperus, Hans Kuperus, di Sneek (Frisia olandese) ne provava un'eccitazione quasi voluttuosa, che gli ricordava, per esempio gli effetti della caffeina.
Come tutti i primi martedì del mese si trovava ad Amsterdam. Si era in gennaio, e il dottore indossava il cappotto foderato di pelliccia con il collo di lontra e, poiché nevicava, sopra le scarpe portava le calosce.
Dettagli senza importanza, ma sufficienti per dire che tutto era come ogni altro primo martedì del mese. Tutto: anche il fatto, insignificante, che Kuperus, una volta uscito dalla bella stazione in mattoni rossi, era entrato nel caffé di fronte a bersi un bicchiere di acquavite di ginepro, cosa che non raccontava mai a nessuno perché è sconveniente, alle dieci del mattino, recarsi da solo in un caffé vergunning.
Aveva nevicato tutta la notte e nevicava ancora, ma l'atmosfera era allegra. I fiocchi scendevano lenti, rarefatti, senza mai rischiare di incontrarsi, e a tratti, nel cielo che cominciava a schiarirsi, spuntava il sole. Per terra la neve aveva attaccato. Gruppi di uomini la spalavano e ne facevano dei cumuli. Sui canali, vicino agli argini, si erano formati sottili strati di ghiaccio, e aghi di brina circondavano come un'aureola gli scafi delle barche.
Finito di leggere a agosto 2011
Come tutti i primi martedì del mese si trovava ad Amsterdam. Si era in gennaio, e il dottore indossava il cappotto foderato di pelliccia con il collo di lontra e, poiché nevicava, sopra le scarpe portava le calosce.
Dettagli senza importanza, ma sufficienti per dire che tutto era come ogni altro primo martedì del mese. Tutto: anche il fatto, insignificante, che Kuperus, una volta uscito dalla bella stazione in mattoni rossi, era entrato nel caffé di fronte a bersi un bicchiere di acquavite di ginepro, cosa che non raccontava mai a nessuno perché è sconveniente, alle dieci del mattino, recarsi da solo in un caffé vergunning.
Aveva nevicato tutta la notte e nevicava ancora, ma l'atmosfera era allegra. I fiocchi scendevano lenti, rarefatti, senza mai rischiare di incontrarsi, e a tratti, nel cielo che cominciava a schiarirsi, spuntava il sole. Per terra la neve aveva attaccato. Gruppi di uomini la spalavano e ne facevano dei cumuli. Sui canali, vicino agli argini, si erano formati sottili strati di ghiaccio, e aghi di brina circondavano come un'aureola gli scafi delle barche.
Finito di leggere a agosto 2011

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