Era passata sì e no una settimana dal funerale di papà,e sembrava quasi una sera normale: la mamma faceva la cucina, io e le sorelle eravamo in camera nostra e Serena davanti alla tele assorbiva i cartoni animati delle sette e venti. Suonò il citofono. "Chi è?" "Sono il Giuliano." Imprudentemente aprii. L'ascensore salì, ed entrò in sala senza presentarsi un omone grosso, baffi neri che sembrava Solidarnosc in persona, sopracciglia folte, scure anche loro. Mani grosse, di quelli che le usano per lavorare davvero. Entrò sicuro e senza perdere un colpo disse: "Vai a chiamare le sorelle e la Moretti, che vi devo parlare". Un po' impaurite, ci sedemmo tutte e cinque in fila sul divano rosa della sala. Titubante, Anna osò alzarsi per spegnere la tele. E' sempre stata la più coraggiosa. Lui, imponente, in piedi davanti a noi cinque piccoline, cominciò a parlare in milanese: "Mi sunt el Giuliano, un caro amico del Beppe. Se el gh'avess avù visin i so amis prima di morire, vostro padre avrìa ciamàa a tucc de vutav: avrebbe detto al dutur di curarvi, al profesur di insegnarvi tante cose, al sciur di aiutarvi cui danè. Io ho fatto le elementari, lavoro per la compagnia del gas, taglio i fili a chi non paga, e danè non se ne parla, ghe n'è minga. Però il Signur m'à dà la forsa fisica, per cui il por Beppe l'avrìa dì: 'Giuiano, te me le proteggi'. Io gù giuràa. A me non mi fa paura nessuno. Sono venuto fin qui in via Sismondi per dirvi una roba importante. Ascoltate bene, senza distrarvi, che l'è grossa questa roba qui che vi devo dire: se qualcuno osa infangare il nome di vostro padre, se qualcuno osa in qualche modo offendere, vì alter su i man inscì, per fargli capire che non ce n'è più per nessuno, altro che scusa e scusa. Lo guardate in faccia e dite: 'Non è più di mia competenza'. Vì alter, mi chiamate, e mi vegni chi e l' 'massi. Moretti, mi l' 'massi. Poi del cadavere, della pula, non vi preoccupate, ghe pensi mi. E non fatevi imbambolare, se vi chiedono scusa. Voi alzate le mani, così, come per dire sei già andato oltre".
Poi aggiunse che sarebbe venuto una volta alla settimana a controllare che andasse tutto bene, che la porta fosse chiusa a chiave, per sapere come va. "Per esempio, cosa apri al citofono cosa, se non mi conosci neanche?"
Finito di leggere a luglio 2013

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