Senza far rumore, Nettle frugò nello zaino in cerca del salame, lo tagliò in tre pezzi e ne passò uno a Turner, insieme a un tocco di pane. Turner si distese sul cemento, si tirò sulla testa la palandrana per contenere l'odore della carne e il rumore della masticazione e, nell'olezzo del suo stesso fiato , tra mattoni e detriti che gli pungevano le guance, consumò il miglior pasto della sua vita. Sulla faccia aveva profumo di sapone. Affondò i denti nel pane che odorava di tela militare, e strappò succhiando il salame. Quando il cibo raggiunse lo stomaco, gli sbocciò in petto e nella gola un calore squisito. Marciava su quelle strade, pensò, da sempre. Se chiudeva gli occhi, vedeva asfalto in movimento e l'andirivieni degli scarponi dal suo campo visivo. Perfino masticando si sentiva sprofondare nel sonno per qualche secondo. Era entrato in un altro tempo e adesso, adagiata sulla lingua, teneva una mandorla caramellata la cui dolcezza apparteneva ad un altro mondo. Udì gli uomini lamentarsi del freddo della cantina e fu contento di poter rimboccare i lembi del cappotto intorno al corpo, e provò anche un moto di orgoglio al ricordo di aver impedito ai caporali di disfarsi delle palandrane.
Un gruppo di soldati entrò a cercare riparo accendendo fiammiferi, come avevano fatto lui e Nettle. Si sentì ostile nei loro riguardi e irritato dalloro accento gallese. Come tutti gli altri rifugiati della cantina, voleva che se ne andassero. Quelli invece trovarono un posto ai suoi piedi. Turner colse una zaffata di brandy e li detestò anche di più. Fecero rumore mentre si organizzavano per dormire, e quando una voce proveniente dalla parete urlò: - Bifolchi del cazzo, - uno dei nuovi arrivati si lanciò barcollando in quella direzione e per un momento parve potesse nascerne una zuffa. Ma il buio e le stanche proteste degli altri garantirono la pace.
Finito di leggere a febbraio 2013

Molto bello
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