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lunedì 11 luglio 2011

Nel segno della pecora - Murakami Haruki -

   Quel pomeriggio feci il pane: Il libro che avevo trovato in camera del Sorcio, Fare il pane in casa, dava spiegazioni esaurienti: "Segui le istruzioni alla lettera, e potrai mangiare il pane fatto da te", c'era scritto sul frontespizio. Ed era verissimo. Riuscii nell'impresa senza problemi, e per tutta la casa si sparse una fragranza di pane appena sfornato che creava un'atmosfera di calda intimità. Anche il sapore, per essere un primo tentativo, non era male. In cucina c'erano diversi pacchi di farina e non macava nemmeno il lievito: se avessi dovuto fermarmi lì tutto l'inverno, perlomeno non avrei dovuto preoccuparmi di restare senza pane. C'erano anche riso e spaghetti, in quantità sufficiente a venirmi a noia.
   La sera, insieme al pane, mangiai un'insalata e delle uova al prosciutto, e come dessert delle pesche sciroppate.
   Il mattino seguente feci cuocere del riso e mi preparai un pilaf con pesce in scatola e funghi.
   A mezzogiorno, il menu fu un cheescake che presi dal freezer e un tè al latte.
   Alle tre, un gelato alle noci innaffiato di Cointreau.
   La sera, un pollo arrosto e una minestra Campbell.
   Stavo ancora ingrassando.
Finto di leggere a luglio 2011 

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