.

.

Categorie

Lorenz (52) Libreria (40) Family (27) Multimedia (23) Viaggi (23) Scuola Natura (21) Vittoria (19) Io (16) Amici (15) Nessuna (8) Disegni (7) Compleanni (5) Eventi (5) FuoriCasa (4) Bea (3) Da non leggere (3) Edelweiss (3) Sogni (3) B2B (1) Sport (1)

domenica 6 marzo 2011

La ragazza dello Sputnik - Murakami Haruki -

   - Ho la testa  piena di cose che vorrei scrivere. E' come un assurdo magazzino tutto stipato di roba, - disse Sumire. - Immagini, scene, frammenti di discorsi, figure di persone ... a volte queste cose sono così scintillanti, piene di vita, e sento che mi urlano: Scrivici! In quei momenti mi sembra stia per nascere un romanzo meraviglioso. E' come se stessi per andare in un posto completamente nuovo. Ma appena mi siedo al tavolo e provo a scrivere, mi rendo conto che qualcosa di essenziale è andato perduto. L'esperimento è fallito: non ho prodotto nessun cristallo, e mi ritrovo in mano dei sassi. E non sono andata proprio da nessuna parte -. Forse mi manca qualcosa. Qualcosa di assolutamente essenziale per diventare uno scrittore.
   Per qualche attimo scese un profondo silenzio. Sentii che aveva bisogno di una delle mie banali osservazioni.
   - Nell'antica Cina, intorno alle città si erigevano delle alte muraglie, nelle quali venivano costruite delle grandiose e splendide porte, - dissi, dopo aver riflettuto qualche istante. - A queste porte era attribuito un significato molto importante. Il loro scopo non era solo quello di permettere alla gente di entrare e uscire, ma si credeva che in esse abitassero gli spiriti della città. O che avrebbero dovuto abitarvi. Un pò, come nell'Europa del Medioevo si riteneva che chiese e piazze fossero il cuore delle città. Per questo ancora oggi in Cina restano molte di quelle magnifiche porte. Sai come facevano gli antichi cinesi a costruirle?
   - Non ne ho idea, - disse Sumire.
   - Andavano nei luoghi dove in passato si erano svolte delle battaglie, e lì raccoglievano tutte le ossa, sparse per terra o sepolte, che riuscivano a trovare. In un paese ricco di storia come la Cina, i campi di battaglia non mancavano certo. Poi all'ingresso della città costruivano delle enormi porte in cui venivano incastonate le ossa. Gli abitanti speravano che, grazie a questo tributo in loro onore, i soldati defunti avrebbero protetto le loro città. Ma non era ancora abbastanza. Finito di costruire le porte, radunavano un certo numero di cani vivi e con il pugnale gli tagliavano la gola. Quindi versavano il loro sangue ancora cadlo sulle porte. Mischiando le ossa consumate e il sangue fresco, gli antichi spiriti avrebbero acquistato unpotere magico. O almeno questo è ciò che credevano.
   Sumire aspettava in silenzio il seguito della storia.
   - Scrivere romanzi è un pò la stessa cosa. Puoi raccogliere tutte le ossa che vuoi, costruire la porta più splendida del mondo, ma ciò non basta a produrre un romanzo che sia vivo. Una storia, in un certo senso, non appartiene a questo mondo. Per creare una veria storia è necessario un battesimo magico, che riesca a mettere in contatto questo mondo con quell'altro.
   - Cioè vorresti dire che anch'io devo trovarmi il mio cane.
   Annuii.
   - E che devo far scorrere il suo sangue caldo.
   - Può darsi.
   Sumire si morse le labbra e restò per un pò a pensare, lanciando ancora molti di quei poveri sassolini nel laghetto.
   - Se possibile vorrei evitare di uccidere animali, - disse infine.
   - Naturalmente intendevo solo in senso metaforico, - spiegai. - Non voglio mica farti uccidere davvero un cane.
Finito di leggere a marzo 2011

Nessun commento:

Posta un commento