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lunedì 20 settembre 2010

Non è un paese per vecchi - Cormac McCarthy -

E poi c'è il fatto che non ho parlato molto di mio padre e so che non gli ho reso giustizia. Adesso sono quasi vent'anni che sono più vecchio di quanto era lui quando è morto, e quindi in un certo senso sto guardando un uomo più giovane di me. Lui si mise a fare il mercante di cavalli quando era poco più di un ragazzino. Mi raccontò che le prime due tre volte si fece fregare come un fesso ma poi imparò. Disse che un altro mercante gli mise un braccio intorno alle spalle, lo guardò e gli fece: Figliolo, adesso voglio trattare con te come se tu nonavessi neanche un cavallo. Questo per dire che certa gente ti dice in faccia quello che ha intenzione di farti, e quando è così è meglio che stai a sentire. E' una cosa che mi è sempre rimasta impressa. Mio padre se ne intendeva di cavalli e li sapeva trattare come si deve. Gliene ho visti domare parecchi, era bravo. Non era mai troppo duro. Parlava sempre con loro. Non ha mai cercato di domare anche me, e gli devo più di quanto avrei mai immaginato. Agli occhi del mondo probabilmente sembro miglire di lui. Per quanto suoni brutto a dirlo. Per quanto sia brutto dirlo. Questa deve essere stata una cosa con cui faceva fatica a convivere. Per non parlare di suo padre. Lui non avrebbe mai potuto fare lo sceriffo. Studiò due anni al college, mi pare, ma non si diplomò mai. Nella mia vita ho pensato a lui molto meno di quanto avrei dovuto e so che anche questo non è giusto. Dopo che è morto ho fatto due sogni su di lui. Il primo non me lo ricordo tanto bene, lo incontravo in città da qualche parte e mi regalava dei soldi e mi pare che li perdevo. Ma nel secondo sogno era come se fossimo tornati tutti e due indietro nel tempo, io ero a cavallo e attraversavo le montagne di notte. Attraversavo un passo in mezo alle montagne. Faceva fredo e a terra c'era la neve, lui mi superava col suo cavallo e andava avanti. Senza dire una parola. Continuava a cavalcare, era avvolto in una coperta e teneva la testa bassa, e quando mi passava davanti mi mi acorgevo che aveva in mano una fiaccola ricavata da un corno, come usava ai vecchi tempi, e io vedevo il corno alla luce della fiamma. Era del colore della luna. E nel sogno sapevo che stava andando avanti per accendere un fuoco da qualche parte in mezo a tutto quel buio e a quel freddo, e che quando ci sarei arrivato l'avrei trovato ad aspettarmi. E poi mi sono svegliato.
Finito di leggere a settembre 2010

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