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sabato 28 agosto 2010

Addio alle armi - Ernest Hemingway -

Quell'autunno la neve cadde molto tardi. Abitavamo in una casa di legno scuro fra i pini sul fianco della montagna e la notte gelava, così la mattina c'era un sottile strato di ghiaccio delle due brocche sul cassettone. La signora Guttingen veniva presto in camera la mattina a chiudere le finestre e accendere il fuoco nell'alta stufa di porcellana. Il legno di pino scoppiettava e crepitava e poi il fuoco rugghiava nella stufa; la seconda volta che signora Guttingen veniva nella stanza portava grossi ceppi per il fuoco e una brocca d'acqua calda. Quando la stanza era calda portava la colazione. Seduti nel letto a mangiare la colazione vedevamo il lago e le montagne di là del lago sulla riva francese. C'era la neve sulla cima delle montagne e il lago aveva il color grigio azzurro dell'acciaio.
Fuori, davanti allo chalet, la strada saliva sulla montagna. Le carreggiate e i solchi erano duri come il ferro per il gelo, e la strada si svolgeva ostinata nella foresta su intorno alla montagna fin dove c'erano le praterie, e i granai e le baite nelle praterie sull'orlo dei boschi che guardavano la valle. Era una valle profonda e in fondo c'era un torretnte che scendeva il lago e quando il vento attraversava la valle si udiva il torrente sulle rocce.
A volte si andava sulla strada per un semtiero attraverso la foresta di pini. Il suolo della foresta era tenero a camminarci; il gelo non riusciva a indurirlo come la strada. Ma non ci importava che la strada fosse dura perché avevamo i chiodi nelle suole e nei talloni degli scarponi, e i chidi dei talloni mordevano le carreggiate gelate e con gli scarponi chiodati era bello camminare sulla strada e dava vigore. Ma era bello camminare nei boschi.
Davanti alla casa dove abitavamo la montagna scendeva ripida sulla piccola pianura lungo il lago e sedevamo sulla veranda della casa al sole e si vedeva il serpeggiare della strada sul fianco della montagna e i vigneti a terrazza sul fianco della montagna più basso, con le vigne tutte morte ora per l'inverno e i campi divisi da muretti di pietra e sotto i vigneti le case della città sulla stretta pianura lungo la riva del lago. C'era un'isola con due alberi sul lago e gli alberi parevano le doppie vele di una barca da pesca. Sull'altra riva del lago le montagne erano stagliate e ripide e giù alla fine del lago c'era la pianura della vallata del Rodano piatta tra due file di montagne; e in cima alla valle dove le montagne la coprivano c'ra il Dent du Midi. Era una montagna alta e nevosa e dominava la valle, ma era così lontana che non faceva ombra.
Finito di leggere ad agosto 2010.

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