Eccomi nuovamente alla mia postazione "aggiornamento BLOG". Vedere l'ultimo post datato 23 maggio non mi fa certo piacere e sebbene non ci sia alcun obbligo, credo che d'ora in avanti bisognerà rispettare almeno un impegno minimo.
Comunque, se vi siete già buttati sulle foto, per altro per alcuni già viste, capirete quale dovrebbe essere il tema principale. Il condizionale è d'obbligo visti i precedenti. Allora, weekend lungo a Borca di Cadore (15 km da Cortina d'Ampezzo - Dolomiti venete), obiettivo trekking con Lorenzo per fargli ammirare e respirare l'aria di montagna, fargli fare un'attività immerso nella natura e perchè no, dargli la sensazione di una piccola avventura.
Beh certo che c'erano anche moglie e altra figlia ....... che domande, l'obiettivo però non le riguardava. Devo dire a questo proposito che sono state davvero brave e disponibili lasciandoci organizzare le giornate al meglio. Credo inoltre che si siano comunque divertite.
Penso sia stata per tutti una bella vacanza, abbiamo trovato sostanzialmente bel tempo e siamo anche riusciti a fare le camminate tanto desiderate, descritte , raccontate, annunciate, etc....Il mitico rifugio Galassi (in foto nel post precedente) ci è sfuggito direi non per molto e comunque forse è stato meglio così. L'escursione partiva dal rifugio Scotter a circa 1500 m di altezza e raggiungibile in macchina. Ovviamente immaginavo di trovarlo aperto ed ho per questo deciso di acquistare lì qualcosa da mangiare durante l'escursione. Nonostante la giornata splendida ed il weekend praticamente festivo, lo Scotter era chiuso. Essendo la strada per raggiungerlo in auto davvero tortuosa, sterrata e molto ripida, non abbiamo preso in considerazione di tornare giù e risalire nuovamente ed abbiamo deciso di avviarci confidando solo sulle ripsettive borracce d'acqua.
Ci siamo incamminati ed utilizzando gli indispensabili segnavia con la numerazione del sentiero, abbiamo cominciato la prima escursione. Lorenzo ha da subito accusato un pò il colpo, soprattutto della pendenza, e dopo avermi passato il suo zaino, aver fatto un sacco di pause, bevuto diverse volte dalle borracce, mi sono dovuto arrendere ed abbiamo deciso di tornare indietro. Credo che l'assenza di "cibo" sia stata determinante. L'idea di forzarlo e non potergli dare neanche un pezzo di cioccolato proprio non mi andava.
Insomma, a pochi metri dalla Forcella Piccola, oltre la quale avremmo probabilmente visto il rifugio ed avremmo potuto raggiungerlo in discesa, ci siamo arresi. Totale 1,30 h di cammino in salita e 30 min in discesa per tornare all'auto. Tutto sommato come primo giorno poteva anche starci. In fondo tutto si è svolto tra i 1500 e 2000 m.
Il giorno successivo come previsto ha piovuto dal mattino, si è deciso quindi di andare a Cortina dove siamo riusciti a trovare una pizzeria aperta tra numerosissimi negozi invece chiusi e, dopo pranzo, abbiamo deciso di raggiungere il lago di Misurina. Nel frattempo il tempo migliorava e ci siamo così goduti qualche ora sul lago. Tutti e quattro siamo anche riusciti a fare il sentiero che gira attorno al lago. Già che c'eravamo, abbiamo deciso di andare a vedere il punto di partenza dell'escursione in programma il giorno dopo alle Tre Cime di Lavaredo. L'indomani come da programma, e soprattutto provvisti di cibo, alle 12.30 circa siamo partiti dal punto in cui parte la strada che consente di arrivare in auto al rifugio Auronzo molto vicino appunto alle Tre Cime.
Devo dire che, probabilmente anche grazie alla bellezza ed alla "morbidezza" della prima parte di sentiero, Lorenzo era entusiasta. Prati, alberi, ruscelli, davvero un paesaggio incantevole. La buona partenza ci ha consentito di portare a termine l'escursione, dopo alcuni passaggi sulla neve che mi hanno convinto a legarlo per paura che scivolasse a valle, una pausa pranzo sotto un pino, siamo arrivati al Rifugio Auronzo a 2400 m di altezza. A quel punto, erano circa le 16.00, si poteva percorrere un sentiero, che per altro è parte di una serie di camminamenti della Grande Guerra, per avvicinarsi alle Tre Cime e poterle finalmente ammirare. Come documentano le foto lo abbiamo fatto. Ci siamo riusciti. Se non fosse stato ormai così tardi avremmo potuto proseguire ancora un pò e avremmo potuto ammirarle dal rifugio Lavaredo che comunque eravamo in grado di vedere davanti a noi. Il bello di quell'escursione è anche il fatto che, una volta saliti all'Auronzo è possibile percorrere un anello intorno alle Tre Cime che rimane praticamente sempre in piano e, incrociando altri rifugi, ti consente di ammirare le Tre Cime da ogni lato. Noi invece abbiamo scelto di raggiungere l'Auronzo a piedi anche per avere la sensazione di raggiungere davevro una meta lontana e molto in alto. inoltre ricordavo che la prima fase del percorso era davvero bella e tutto sommato facile. Nello scendere ormai dopo le 5 del pomeriggio, abbiamo dovuto superare un pò di difficoltà legate al tempo che minacciava temporale, e al fatto che nello spazio aperto abbiamo ignorato inizialmente il sentiero ed i segnavia per poi ritrovarci in difficoltà nella parte più ripida della montagna. Superata questa fase e le aree innevate più giù, l'umore è tornato molto alto ed anche il sole, nonostante l'ora, ci ha fatto compagnia fino all'auto. Arrivo alla macchina 19.30, tutto sommato una bella camminata di 7 ore!
Siamo tutti dell'idea di ritornarci anche il prossimo anno e sapremo certamente fare tesoro di questa esperienza per organizzare la cosa ancora meglio.
Non credo sia uno dei post migliori però sono contento di averlo finalmente fatto.
Ciao




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